LETE
Ci son sempre quella volta e quell’altra,
ad andare per lunghe –ti ricordi?-
e sentivo l’anima desolata e vasta,
oceanica e pur piena insaziabile
e sentivo il vento fresco la sera
insinuarsi sulla pelle oltre il cotone
Ma io non sono parole scolpite nel bronzo
calerà il silenzio d’oblio, non importa
che tu
non
ricordi
nulla
e sentivo il sussurro dei tuoi sogni
-qualche volta era grido nel buio-
e sentivo il peso lo schianto e i sorrisi,
la processione dei cieli e degli anni.
Tutto a perdersi nell’angusto contorno
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